Ripensare la “misura” del mondo: la proporzione come metrica del futuro

L’opera aperta si configura come un campo di possibilità,
una sfida all’interpretazione, un’esplorazione di territori inesplorati.

UMBERTO ECO

Se dovessimo individuare l’indicatore chiave che definisce il nostro tempo, non potremmo che descriverlo come un rumore cupo e assordante. Questo frastuono — generato da un vortice di suoni e dinamiche — ha provocato un profondo disorientamento, soffocando quasi ogni possibilità di convivenza armonica: tra noi e la natura, gli animali, gli altri esseri viventi e persino con lo spazio circostante, ormai oggetto di mere stock option.

In un sistema sociale ormai globalizzato e sempre più dominato dalla quantità, dalla velocità e dalla imprevedibilità dei processi, il successo è misurato quasi esclusivamente attraverso i parametri di crescita, profitto ed efficienza.

Così facendo, dimentichiamo troppo spesso che questi sono indicatori non solo arbitrari, ma  soprattutto insufficienti. Per affrontare l’autentica complessità del XXI secolo, è urgente trovare una nuova rotta evolutiva, un percorso itinerante che ci riconnetta in modo profondo e significativo con il “mondo” nella sua interezza, sia interiore che esteriore.

La Proporzione come Fondamento:
Dal "Meglio" all'appropriato

Nella ricerca di questo seme di cambiamento, non ho inseguito formule fantasiose, ma ho “ripescato” un codice millenario e universale, radicato innanzitutto nel mondo naturale: la proporzione.

Questa sorta di “metrica del mondo a venire” che propongo non è a sua volta un dogma, ma un invito alla riflessione critica. L’obiettivo è tracciare una nuova rotta esplorando chiavi evolutive capaci di progettare sistemi intrinsecamente equilibrati e dotati di vera adattabilità.

L’analisi della proporzione, infatti, apre la strada a metriche essenziali quali la reciprocità, l’essenzialità, la capacità rigenerativa e la corresponsabilità. È qui che cercherò di porre alcune domande fondamentali rimaste inascoltate nel dibattito contemporaneo.

La proporzione va oltre il concetto geometrico o il canone estetico: è un algoritmo incarnato, la relazione armonica tra le parti e il tutto, tra l’azione e le sue conseguenze. È stata ad esempio la bussola sia del pensiero di Platone che degli esperimenti  di Newton, e certamente può essere di ispirazione per guidare anche la nostra evoluzione in divenire.

La proporzione, soprattutto, è la leva che occorre per superare l’illusione del “più è meglio” e sostituirla con la consapevolezza che “l’appropriato è meglio”. Fornisce la misura per affrontare le sfide attuali non con rigidità, ma attraverso un continuo processo di aggiustamento, basato su una lettura onesta del contesto.

Nei prossimi paragrafi, vedremo come questo principio – che lega la Divina Proportione di Luca Pacioli alla formula E=mc2 di Einstein – possa essere applicato a campi completamente nuovi, come l’adeguatezza algoritmica e la responsabilità contestuale.

Ricercare la misura non intesa in termini assoluti, ma adeguati piuttosto alla situazione, non è infatti un atto di limitazione, ma una via di liberazione, capace di trasformare la semplice conoscenza in una aspettativa di saggezza.

Per cogliere appieno la forza di questo concetto, risaliamo alle sue radici: la parola deriva dal latino proportio, che significa letteralmente “secondo la parte” o “relativamente alla sua parte”.

Questo sottolinea, appunto, che la misura non è mai assoluta, ma è sempre una relazione con il suo sistema di riferimento. Riportata al centro, la proporzione può diventare la chiave per ridefinire tre pilastri della vita moderna: l’etica applicata, la sostenibilità sostenibile e l’adattabilità in divenire.

La proporzione come aggiustamento,
flessibile e dinamico:
stesso evento, risposta diversa

Il vero potere della proporzione non risiede nella sua immutabilità, ma nella sua natura intrinsecamente relazionale. Non è un marker rigido da rilevare e perseguire universalmente, ma una sofisticata alchimia di aggiustamento: tiene conto delle proporzioni di partenza (il contesto specifico) per determinare l’azione proporzionata (la risposta più appropriata e bilanciata). Questo ne fa lo strumento ideale per navigare la complessità.

Per comprendere a fondo questo principio, è utile considerare come eventi identici possano richiedere risposte totalmente diverse in base al contesto in cui si manifestano. Non è l’azione in sé ad essere appropriata o meno, ma il suo rapporto con l’ambiente e gli attori coinvolti.

Pensiamo al caso di un furto: la sanzione che il comune sentire riserverebbe al medesimo atto non sarebbe la stessa per un uomo ricco che ruba un panino (compiendo un’effrazione ingiustificata) rispetto a una madre disoccupata, la cui necessità può in parte giustificare l’atto.

Analogamente, l’installazione di fotovoltaico in una regione con abbondanza di terre non utilizzate, sarà potenzialmente vissuto come proporzionato, portando il conteggio costi-benefici in attivo. Al contrario, risulterebbe assolutamente sproporzionata, con una perdita di valore eccessiva, in un’area ad altissima vocazione agricola.

Lo stesso varrebbe per un sacrificio collettivo proposto da un’azienda: un aumento di fatturato del 10% – a parità di personale – potrebbe risultare accettabile in una startup con un team di sole 5 persone, fortemente coinvolte nel progetto, ma sarebbe connotato come ipotesi di sfruttamento in una multinazionale di 5000 dipendenti, non coinvolti nel progetto.

In tutti questi casi, l’azione corretta non è definita dall’evento scatenante in sé, ma dal rapporto di proporzione tra l’evento e il suo specifico contesto. Se perdiamo di vista questa relazione fondamentale, la nostra risposta diventa essa stessa la causa di un nuovo e maggiore squilibrio.

L'Eco Storico: Proporzione e dintorni
nel Pensiero Occidentale

La proporzione non è una moda passeggera, ma un principio cardine che ha plasmato in modo profondo e duraturo l’intero pensiero occidentale. La sua storia millenaria ne dimostra l’intrinseca universalità, guidando menti brillanti dalla matematica alla fisica, dall’arte all’architettura.

Per secoli, il principio della giusta misura ha fornito il linguaggio per decifrare l’ordine e la bellezza del cosmo e della natura umana, unendo l’astratto al concreto. Dal ritmo musicale alla perfezione architettonica, la proporzione è stata la chiave per l’armonia. Vediamo alcuni esempi di come questo principio abbia plasmato la nostra comprensione del mondo:

  • Armonia Cosmica (Pitagora, VI sec. a.C.): Pitagora e la sua scuola credevano che l’universo fosse governato da rapporti numerici semplici. Da questa convinzione derivano le proporzioni matematiche precise che definiscono l’armonia musicale (ad esempio, il rapporto 2:1 per l’ottava).
  • Bellezza Umana (Policleto, V sec. a.C.): il concetto di bellezza di un corpo umano fu codificato da Policleto con il Canone Greco, un sistema che vedeva la bellezza come il risultato di proporzioni rigorose, dove ogni parte sta in un rapporto matematico definito con le altre (ad esempio, la testa come 1/7 del corpo).
  • Perfezione Divina (Luca Pacioli & Leonardo da Vinci, XVI sec. d.C.): la Sezione Aurea (1.618), ad esempio, era (ed è ancora) interpretata come la Divina Proportione. Allo stesso modo, l’Uomo Vitruviano celebra la proporzione come chiave di volta tra l’uomo e il cosmo.
  • Linguaggio dell’Universo (Isaac Newton, XVII sec. d.C.): la Legge di Gravitazione Universale di Newton ha quantificato la proporzione come una dinamica fisica fondamentale, stabilendo che la forza è inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra i corpi.
  • Equivalenza Cosmica (Albert Einstein, XX sec. d.C.): la celebre equazione E=mc 2 stabilisce una proporzione diretta e definita tra concetti apparentemente distanti come l’Energia (E) e la Massa (m).

Nuove Proporzioni possibili:
Etica e Sostenibilità tecno-Digitale

Lontana dall’essere confinata ai manuali di storia, nell’era contemporanea la proporzione emerge come sfida cruciale e operativa per i sistemi più complessi, dall’innovazione digitale alla sostenibilità. Dalla legge alla progettazione di algoritmi, la ricerca del “rapporto adeguato” è indispensabile.

Oggi, mentre la tecnologia amplifica il nostro potere decisionale, la proporzione è la linea di difesa contro l’eccesso e l’inadeguatezza. Essa ci obbliga a calibrare l’impatto delle nostre azioni, garantendo che il beneficio ottenuto superi il costo pagato. Vediamo come si applica in alcuni ambiti chiave:

  • Diritto e Giustizia: il principio di proporzionalità della pena assicura che la sanzione non sia sproporzionata rispetto alla gravità del danno. Questo principio fondamentale, applicato dalle corti, limita la discrezionalità e garantisce che la sanzione sia appropriata.
  • Etica e Algoritmi (AI): garantire l’Adeguatezza algoritmica è cruciale affinché l’impatto delle decisioni di un algoritmo sia proporzionato tra i diversi gruppi sociali, contrastando i bias come nel caso del sistema COMPAS negli Stati Uniti.
  • Economia Circolare e Ambiente: la sostenibilità si misura nel rapporto di proporzione tra ciò che consumiamo e la nostra capacità di riutilizzare o rigenerare. A questo scopo, il Tasso di utilizzo circolare di materia (Circular Material Use Rate) è l’indicatore chiave che misura la proporzione di materia prima secondaria reintrodotta nell’economia.
  • Design e User Experience (UX): l’armonia visiva e funzionale si basa ancora sulla proporzione per guidare l’occhio e l’interazione dell’utente. L’applicazione metodica della Sezione Aurea e della Regola dei Terzi nel Web Design e nel Branding definisce spaziatura e gerarchia visiva per un’esperienza bilanciata e intuitiva.

Proporzione e Immaginazione:
La navigazione e la Bussola

L’analisi del concetto di proporzione rischierebbe tuttavia di rimanere un esercizio sterile se non la collegassimo alla nostra facoltà più distintiva: l’immaginazione. È l’immaginazione, infatti, a pre-sentire e pre-vedere una realtà ancora non manifesta, agendo come ponte tra l’equilibrio esistente e quello possibile e desiderato.

L’immaginazione è la scintilla che trasforma il principio matematico della proporzione in saggezza pratica. Senza di essa, il calcolo della misura appropriata resterebbe fine a se stesso. Con essa, siamo in grado di visualizzare il “mondo proporzionato” che vogliamo costruire e di trovare la strada creativa per arrivarci, dosando l’azione necessaria con la massima efficacia e il minimo dispendio.

È l’immaginazione che ci permette di definire un bersaglio proporzionato proiettando una visione di equilibrio diversamente non quantificabile. 

Ci permette ad esempio di concepire l’intervento minimo efficace (la giusta proporzione di azione) senza ricorrere alla forza bruta o all’inerzia. Inoltre, coltiva la responsabilità empatica, perché solo immaginando l’impatto delle nostre azioni sulla vita degli altri possiamo valutarne la misura appropriata.

In breve, la proporzione ci fornisce la bussola (il principio di equilibrio), mentre l’immaginazione ci fornisce la vela (la visione e la creatività) per muoverci verso quell’equilibrio. Senza la capacità di immaginare la misura adeguata, saremo sempre prigionieri della misura sbagliata.

Possiamo insomma concludere che la proporzione equivale a una sorta di liberazione: cercare e stabilire la giusta misura in ogni aspetto della vita non è un atto di limitazione, ma al contrario un atto di libertà che ci ricollega alla saggezza intrinseca del cosmo.

Adottare la proporzione come metrica guida significa quindi passare da un modello di “più è meglio” a un modello di “l’appropriato è meglio”. Quando le nostre decisioni ritrovano la giusta misura, diventano intrinsecamente etiche, sostenibili nel tempo e capaci di affrontare il cambiamento con la flessibilità elegante e precisa necessaria.

CREDITS

Questo testo è stato sviluppato in collaborazione con Gemini Advanced, e Chat GPT, due modelli linguistici di intelligenza artificiale.

Attraverso un processo di interazione e feedback reciproco, ho cercato di integrare le rispettive competenze, ovvero le mie “ispirazioni”, i miei concetti e le mie stringhe di testo poetiche, e le capacità di elaborazione di informazioni e di testo da parte di Gemini Advanced e Chat GPT4.0 per produrre un’analisi il più possibile completa  soprattutto sulle IA che verranno.

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