Abbandoniamo i luoghi comuni?
Dopo un anno trascorso in fase di test – i cui risultati sono andati oltre ogni mia aspettativa – presento gli I.T.E.R. di IMMAGO, percorsi di formazione online studiati per accendere l’immaginazione e alimentarne la fiamma.
Parto da alcuni presupposti che mi hanno guidato in questo percorso di studio, ricerca e verifica degli I.T.E.R. (Imaginative Training for Empowered Responsibility).
L’immaginazione è spesso considerata, a torto, un talento raro e accessorio, un flusso intangibile di pensiero che ci allontana dalla realtà.
Ma la verità è diversa: il processo immaginativo è innato nella nostra specie, coinvolge il nostro intero essere, sia psichico che biologico, ed è uno strumento potentissimo per trasformare il mondo che ci circonda.
Tuttavia, nel nostro percorso di crescita, siamo immersi in un flusso di stereotipi socio-culturali che ne soffocano lentamente la scintilla.
Queste riflessioni sull’immaginazione, un tempo relegate a speculazioni filosofiche o letterarie, sono oggi supportate da evidenze scientifiche in molti ambiti.
Personalmente, un’immaginazione più che vivace mi accompagna da sempre, permettendomi di “vedere” un mondo ricco di opportunità, spesso invisibili alla maggior parte delle persone. Gestirla non è sempre facile.
La vita mi ha portato a riconoscere nell’arte e nella poesia il “regno” in cui muovermi liberamente, alla ricerca dei luoghi più nascosti e profondi dell’immaginazione.
Professionalmente, ho trovato nella comunicazione strategica e nell’innovazione tecnologica un controcanto concreto al mio talento immaginifico.
Ho maturato esperienze in diversi campi, interagendo con persone di background differenti e cimentandomi con realtà molto diverse tra loro.
L’immaginazione è sempre stata al mio fianco, evolvendo insieme a me e rivelandosi una compagna piacevole e fedele, utile e produttiva.
Confrontandomi con gli altri, ho toccato con mano come la capacità immaginativa sia, per TUTTI, una fonte di meraviglia quotidiana e una competenza insostituibile per affrontare cambiamenti e crisi.
Ho quindi deciso di approfondire la materia in modo sistematico, colmando alcune lacune formative e chiedendo aiuto a collaboratori più esperti in alcune materie.
L’obiettivo era creare un metodo accessibile a tutti per aiutare le persone a disimparare gli stereotipi sull’immaginazione e riaccenderne la scintilla.
Dopo un anno di test con i miei “apprendisti immaginatori”, do’ quindi con fiducia il via ufficiale ai corsi. Non so che tipo di accoglienza avranno.
Parto da una tabula rasa, pronta ad accogliere il flusso degli eventi e le persone che vorranno accettare questa sfida.
Vi lascio quindi con questo video di presentazione, una piccola demo di come saranno svolte le lezioni: parole, immagini, concetti…
A presto, spero, Nat





